Insegnamenti

Le innovazioni del welfare locale di comunità: attori, economie, governance


Docente: Riccardo Prandini

Culture del benessere e politiche interculturali


Docente: Ivo Quaranta

 

Co-programmazione, co-progettazione e consensus method per il welfare locale 

Docente: Giovanni Bertin 

Il coinvolgimento degli attori nel governo e nella gestione delle politiche di welfare è centrale nella sperimentazione di pratiche di governance locale capaci di superare le criticità mostrate dalla logica della programmazione pubblica. Il tema della partecipazione non è nuovo, ma non sempre si è accompagnato all’uso di tecniche di ricerca sociali capaci di attivare il coinvolgimento degli attori sociali. Il modulo intende presentare lo stato dell’arte in merito all’uso della ricerca sociale nel sostenere i processi partecipativi e nel far sperimentare questi approcci di ricerca ai corsisti. In questa logica, il modulo è strutturato in tre parti. 

a) Parte tematica. Questa parte sarà dedicata all’approfondimento dei legami fra partecipazione e ricerca sociale e alla presentazione dei processi di ricerca basati sul Con-Sensus Method e sulla Concept Mapping Research. Questi approcci si sviluppano utilizzando tecniche diverse che supportano il lavoro di costruzione di senso e di valutazione delle idee prodotte dai processi partecipativi. L’attenzione sarà posta sugli aspetti metodologici delle diverse tecniche di ricerca. 

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Saranno presentati alcuni casi di co-design nei quali si sono utilizzati questi approcci di ricerca sociale. 

c) La parte laboratoriale. Questa parte sarà dedicata alla sperimentazione concreta dell’uso del Con-Sensus Method e della Concept Mapping Research, con l’obiettivo di far confrontare i corsisti con le problematiche metodologiche sottese e far loro comprendere e  sperimentare le competenze necessarie nella gestione di questi processi di ricerca.

 

Gli studenti simuleranno un processo di co-design gestito con tecniche di Con-sensus method. Le fasi del percorso  saranno le seguenti:

- progettazione del percorso di ricerca di co-progettazione basato sul coinvolgimento degli stakeholder

- simulazione di un processo creativo di definizione delle idee, utilizzando tecniche non standard di ricerca sociale 

- analisi delle sovrapposizioni semantiche attraverso la costruzione della matrice delle similarità e analisi dei dati

- definizione delle label (aggregazione delle idee semanticamente sovrapposte)

La casa e il welfare: innovazioni e sfide per le politiche e i servizi

Docenti: Massimo Bricocoli e Federico Zanfi

Il modulo propone una ri-tematizzazione delle politiche della casa ricollocandole a pieno titolo nell’alveo delle politiche di welfare ed entro un orizzonte di riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali e di ammodernamento dei patrimoni residenziali pubblici e privati.

a) Parte tematica. Verranno introdotti e discussi i principali riferimenti utili a considerare le politiche della casa al confine tra politiche urbanistiche e politiche di welfare, con particolare riferimento al contesto europeo a alla loro evoluzione nel corso dei decenni. La dimensione materiale di politiche e progetti di housing e del patrimonio esistente sarà messa in relazione al disegno delle politiche e dei servizi di welfare, mettendo in evidenza innovazioni e sfide per l’azione pubblica in rispondenza di bisogni e domande abitative emergenti. 

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Con un taglio operativo e il riferimento a casi studio in Italia e all’estero, alcune esperienze di politiche e di pratiche saranno illustrate e discusse mettendo in evidenza diverse declinazioni dell’azione pubblica alle prese con la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico e privato esistente, l’elaborazione di politiche e progetti orientati a rispondere in modo più adeguato all’evoluzione sociale e demografica contemporanea. 

c) La parte laboratoriale, organizzata in sottogruppi di lavoro, sarà strutturata in forma di esercitazione in gruppi a partire da un’analisi di un caso concreto e finalizzata ad esplorare risorse, competenze e attori in gioco nella definizione di interventi integrati in campo abitativo.

Le politiche di integrazione a livello locale: tra discorsi, pratiche e meccanismi burocratici 

Docente: Enrico Gargiulo

Il modulo si focalizza sul tema dell’integrazione dei non-cittadini e delle persone in condizioni di marginalità, approfondendo questioni legate alle forme di riconoscimento giuridico previste a livello locale e alle logiche che ispirano le politiche di inclusione. L’analisi sarà articolata in tre parti. 

a) Parte tematica. Saranno presentate le diverse definizioni del concetto di integrazione, evidenziando le visioni del rapporto tra cittadini e non-cittadini che ne sono alla base. Verrà inoltre introdotta la questione della residenza anagrafica, delle sue implicazioni in termini di esercizio effettivo dei diritti e delle logiche, esplicite e implicite, che ne governano l’attribuzione.

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Il docente, attraverso l’analisi dei discorsi contenuti in alcuni documenti istituzionali in materia di integrazione e la presentazione di alcune pratiche di regolazione della residenza anagrafica, mostrerà le potenzialità e le criticità delle politiche di inclusione. Particolare attenzione sarà dedicata ai diversi strumenti, legali e amministrativi, tramite cui queste politiche sono implementate, alle logiche che li ispirano e agli effetti che possono produrre in termini di categorizzazione sociale.

c) La parte laboratoriale, organizzata in sottogruppi di lavoro, è finalizzata ad acquisire la capacità di distinguere criticamente le funzioni manifeste e latenti delle politiche di inclusione di livello locale e di individuarne le possibili conseguenze, intenzionali e non intenzionali.

Ai partecipanti, suddivisi in gruppi, saranno sottoposti documenti istituzionali e percorsi legali e amministrativi di riconoscimento della residenza e di accesso a diritti, chiedendo loro di:

- individuare le diverse concezioni del rapporto tra cittadini e non-cittadini che emergono dai documenti e dalle pratiche;

- analizzare le logiche, esplicite e implicite, che sono alla base delle politiche in oggetto;

- individuare possibili forme di discriminazione prodotte, intenzionalmente o meno, dall’azione tecnica e politica;

- proporre modalità alternative e innovative di gestione delle politiche di integrazione, del riconoscimento giuridico a livello locale e dell’accesso ai diritti sociali.

Active aging e scambi intergenerazionali: modelli di analisi e politiche di cura

Docente: Marco Albertini

Il modulo approfondisce il tema delle politiche rivolte alla popolazione anziana e si concentra sulla intersezione tra le politiche di cura e lo scambio di aiuto informale tra generazioni dentro la famiglia. Particolare attenzione verrà data allo studio, elaborazione ed utilizzo degli strumenti per l’analisi del disegno politiche e l’analisi dei bisogni. Il modulo è strutturato in tre parti:

  1. Parte tematica. Innanzitutto, verranno introdotti i principali riferimenti teorici e strumenti concettuali per l’analisi delle politiche rivolte alla popolazione anziana e le dinamiche intergenerazionali, ad esempio: il family solidarity, conflict and ambiguity model, i diversi tipi di de-familizzazione.  La seconda parte sarà dedicata a sviluppare una riflessione comune sulla correlazione esistente tra disegno delle politiche di cura, politiche di attivazione della popolazione anziana, caratteristiche delle reti di aiuto informale e benessere mentale.  
  2. Parte esperienziale. Attraverso la presentazione di alcuni selezionati casi di studio nazionali e internazionali, sarà analizzata la forte variabilità esistente per quanto riguarda gli strumenti di policy utilizzati, l’organizzazione istituzionale e il coordinamento della pluralità degli attori del welfare. Il tema della innovazione istituzionale come strumento per affrontare la sfida demografica ed economica futura sarà trasversale a tutta questa parte del corso.
  3. Parte laboratoriale. Questa parte sarà organizzata in piccoli gruppi di lavoro, verranno sviluppati ulteriormente: (i) gli skill di analisi delle sfide demografiche, economiche e sociali che rappresentano lo scenario entro cui implementare l’innovazione del welfare locale; (ii) gli skill di analisi del disegno delle politiche e del loro fitting rispetto alle dinamiche intergenerazionali.

  

Ai partecipanti, suddivisi in gruppi, saranno sottoposti ipotetici scenari di problemi e bisogni territoriali di welfare con l’utilizzo dello strumento delle vignette, rispetto ai quali si chiederà di:

- identificare i bisogni emergenti, tenendo conto della multidimensionalità del benessere individuale

- identificare gli strumenti di policy disponibili vs. alternative maggiormente performanti

- identificare la struttura istituzionale esistente (inclusi i vari attori coinvolti) vs. alternative maggiormente performanti

Le transizioni di vita e politiche di integrazione generazionale

Docente: Nicola De Luigi

Il modulo approfondisce il tema delle politiche rivolte ai giovani, intese come strumenti e strategie di management dei rischi sociali connessi alla diffusione di transizioni tra stadi della vita (in particolare dall’adolescenza all’età adulta) sempre meno lineari, prolungate e soggette a dinamiche di reversibilità. Particolare attenzione verrà data allo studio, elaborazione ed utilizzo degli strumenti per l’analisi dell’interazione tra gli asseti istituzionali di policy, le problematiche giovanili derivanti da un accesso ritardato e instabile ad una condizione di indipendenza sociale e le strategie di coping messe in campo dai giovani stessi nelle diverse sfere di vita (formazione, lavoro, famiglia). 

Il modulo è strutturato in tre parti differenti. Nel dettaglio:

  1. Parte tematica. Il tema delle transizioni giovanili verrà trattato innanzitutto tramite l’introduzione delle principali prospettive teoriche per l’analisi degli youth transition regimes, basati su specifiche caratteristiche dei sistemi della formazione, del mercato del lavoro, delle politiche abitative, delle strutture familiari e delle norme sociali. Successivamente saranno approfonditi gli strumenti concettuali utili per mettere a fuoco non solo le problematiche giovanili riconducibili alle diverse configurazioni degli youth transition regimes, ma anche i cambiamenti determinati dall’emergere di nuovi percorsi di vita, specialmente nei contesti urbani contemporanei, che arrivano a ridefinire i poli stessi del cosiddetto processo di transizione. La possibilità di mettere in campo efficaci risposte di policy è connessa, infatti, sia con la progettazione di interventi rivolti all’inclusione dei giovani a rischio, sia con il riconoscimento delle peculiarità delle nuove generazioni nei diversi contesti sociali in termini di capacità di sviluppare progetti di vita e conservarli nel tempo. 
  2. Parte esperienziale e di approfondimento. Il docente, avvalendosi del supporto di esperti, presenterà alcuni casi nazionali e internazionali in grado di esemplificare combinazioni variabili di diversi strumenti di policy per la gestione dei rischi sociali connessi alle transizioni di vita e approfondire aspetti quali la concezione delle tutele rivolte ai giovani e dei soggetti chiamati a prendersene carico. Segnatamente, saranno approfonditi i temi dell’identificazione di rischi sociali di nuova generazione, dell’integrazione tra diverse aree di policy (con un’attenzione specifica alle politiche della formazione, del lavoro e dell’housing) e del coordinamento della pluralità degli attori del welfare per la costruzione di contesti di vita favorevoli al raggiungimento di una piena condizione di indipendenza sociale. Il tema della innovazione istituzionale come strumento per affrontare la sfida della questione giovanile sarà centrale in tutta questa parte del corso.
  3. La parte laboratoriale, organizzata in sottogruppi di lavoro, sarà volta all’utilizzo degli strumenti di analisi delle sfide poste dall’instabilità e dalla reversibilità che contraddistingue le transizioni giovanili e all’applicazione di competenze di progettazione e implementazione delle policy rivolte alla popolazione giovanile in coerenza con le dinamiche sociali approfondite nelle parti precedenti del corso.

 

Ai partecipanti, suddivisi in gruppi, saranno sottoposti ipotetici scenari localizzati in contesti urbani, rispetto ai quali si chiederà di:

- identificare i rischi emergenti e la loro muldimensionalità nel contesto sociale di riferimento;

- identificare gli strumenti di policy disponibili, i possibili attori da coinvolgere e i rispettivi ruoli, anche rispetto al finanziamento dell’intervento;

- identificare potenziali vincoli e opportunità;

- confrontare le proposte derivanti dai gruppi, così da metterne in luce punti di forza e di debolezza a partire da una discussione comune.

Politiche di attivazione al lavoro e processi di integrazione sociale

Docente: Roberto Rizza

  • Parte tematica. Saranno introdotti i principali riferimenti e concetti chiave per l’analisi delle politiche del lavoro. Verranno presentate le principali misure con particolare riferimento agli interventi di attivazione. La seconda parte sarà dedicata a una riflessione sui diversi modelli di attivazione, sui legami tra politiche di attivazione al lavoro, politiche di conciliazione lavoro-famiglia e di sostegno alle famiglie. 
  • Parte esperienziale. Saranno presentate esperienze maturate all’interno di diversi paesi attraverso la descrizione e l’analisi critica di casi emblematici nazionali, evidenziando la varietà degli strumenti di policy utilizzati, la molteplicità degli attori che intervengono nelle politiche di attivazione e la loro governance. Il tema dell’innovazione, del cambiamento istituzionale e dei suoi meccanismi saranno aspetti costantemente al centro dell’analisi. Sarà prestata particolare attenzione agli outcomes delle politiche di attivazione al lavoro con particolare riferimento ai loro esiti distributivi e alle disuguaglianze.
  • Parte laboratoriale. Questa parte sarà organizzata in gruppi di lavoro e prevede la partecipazione di esperti che forniranno strumenti relativi all’implementazione delle politiche del lavoro con particolare riferimento al ruolo degli operatori. Saranno illustrati gli strumenti delle politiche di attivazione al lavoro a livello locale nel nuovo contesto creato dall’emergenza sanitaria prodotta da Covid-19. 
     

Ai partecipanti, suddivisi in gruppi laboratoriali, saranno sottoposti profili emblematici di utenti delle politiche di attivazione al lavoro. A questo proposito saranno proposte delle vignette e avviata una discussione attorno alle seguenti dimensioni: 

  • quali strumenti di policy potrebbero essere attivati?
  • quali ostacoli dovrebbero essere superati, quali settori di intervento si dovrebbe raccordare?
  • le risorse sono sufficienti? Date le risorse a disposizione come potrebbe essere progettato un intervento?
  • quali i livelli di discrezionalità degli operatori nell’organizzazione degli interventi 

La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: tra welfare aziendale e welfare territoriale.  Innovazioni di policies

Docente: Elena Macchioni

Il modulo introduce al tema della conciliazione fra tempi di vita e di lavoro osservato attraverso le lenti delle innovazioni di welfare realizzate dalle imprese in partnership con gli attori sociali del territorio.

Nello specifico il modulo si articolerà in tre parti 

a) Parte tematica. Verranno presentate le diverse semantiche sociologiche che descrivo e spiegano il fenomeno dell’articolazione delle responsabilità lavorative e familiari connesso allo sviluppo del welfare aziendale come dimensione della cittadinanza d’impresa.

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Le diverse semantiche riferite alla conciliazione, così come i diversi approcci al welfare aziendale territoriale, verranno messi alla “prova dei fatti” attraverso la presentazione di casi e di reti territoriali per evidenziarne punti di forza e di debolezza e le logiche generative di welfare. Un focus verrà dedicato alle piattaforme digitali di welfare e al ruolo e alle caratteristiche delle diverse tipologie di provider.

c) La parte laboratoriale, verrà sviluppata dalla docente organizzando l’aula in sottogruppi affinché i partecipanti possano acquisire e sviluppare strumenti e competenze volti a: realizzare un pacchetto di welfare aziendale (analisi dei bisogni; monitoraggio e valutazione, etc.); costruire alleanze con attori del territorio.
 

La parte laboratoriale verrà sviluppata in piccoli gruppi di lavoro per:

- sperimentare attraverso modalità di lavoro interattivo approcci multistakeholder per la realizzazione di reti territoriali per il welfare innovativo;

- analizzare i meccanismi che permettono a reti territoriali di realizzare un welfare territoriale capace di generare benessere (personale, lavorativo e familiare) per i propri cittadini.

Salute e benessere in ambito socio-sanitario

Docente: Federico Toth

Il modulo prova a mettere a fuoco alcune delle principali sfide che il sistema dei servizi sanitari e socio-sanitari si trova ad affrontare. Il modulo è suddiviso in tre blocchi. 

a) Parte tematica.  Verranno presentati diversi modelli di finanziamento e di organizzazione delle cure sanitarie. Un focus particolare sarà riservato agli attuali punti di forza e di debolezza del sistema sanitario italiano, e alle principali sfide che esso si trova a fronteggiare: la de-ospedalizzazione e la riorganizzazione delle cure territoriali, l’integrazione delle cure, le difformità nell’accesso ai servizi, l’informatizzazione, il mix pubblico-privato, la regolazione delle professioni sanitarie, la sanità integrativa.    

b) Parte esperienziale e di approfondimento. I temi affrontati nella parte tematica saranno oggetto di discussione e di approfondimento, grazie a testimonianze, casi di studio e buone pratiche che permetteranno di comprendere la complessità del sistema socio-sanitario e la difficoltà di governarlo e di innovarlo. 

c) La parte laboratoriale, organizzata in gruppi, è dedicata all’approfondimento e alla discussione di esperienze innovative in campo socio-sanitario. Particolare attenzione verrà prestata all’esperienza delle case della salute: se possibile, sarà organizzata una visita a una di tali strutture, e ai discenti verrà chiesto di simulare un processo di valutazione dei bisogni e di progettazione dei servizi sul territorio.  

Sia nella parte laboratoriale, sia in quella esperienziale, i discenti avranno modo di ragionare e di discutere su esperienze e casi concreti. Tali casi riguarderanno scelte strategiche in ambito socio-sanitario, tentativi d’innovazione, la programmazione dei servizi sul territorio, la governance di reti miste pubblico-private.

Information and Communication technologies, eWelfare e virtualizzazione delle policies

 Docente: Mauro Moruzzi

Il modulo si concentra sul tema dell’eWelfare come componente essenziale (socio-tecnica) di un Welfare di Comunità che presuppone rapporti sistemici ad Alta Comunicazione, in rete, tra utenti e operatori sociali e in generale tra tutti gli attori che partecipano al progetto (amministratori  pubblici, organizzazioni del terzo settore, imprese sociali e di mercato, care giver, comunità di riferimento ).  La discussione sarà articolata in tre parti. 

  1. Parte teorica. Verranno presentati i principali temi che definiscono e caratterizzano l’eWelfare attraverso una periodizzazione delle fasi di sviluppo di Internet e del Web, e quindi della società in rete, come sistema di comunicazione prima tecno-sociale, tecno-organizzativo poi socio-tecnico e infine virtualizzante delle relazioni tra i soggetti. Si avrà cura di mostrare, nelle differenti fasi, le relazioni di impatto con i sistemi di welfare, in particolare a seguito dello sviluppo dei social e delle micro community in rete come componenti essenziali del Welfare di Comunità. Nonché l’apporto delle nuove tecnologie comunicative nei sottosistemi dell’eHealth e dell’eCare (in particolare nel periodo post-COVID19) riferite alla telemedicina - tele assistenza, all’Intelligenza Artificiale, ai Big Data (sentimental analisis) , alla Blockchain e alle tecniche di virtualizzazione sociale.

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Il docente presenterà, con una discussione di casi specifici, alcune esperienze locali e internazionali che esemplifichino le potenzialità delle reti socio-tecniche e dell’eWelfare nelle forme organizzative di un welfare di Comunità. 

c) Parte laboratoriale: organizzazione di un’esperienza di co-progettazione di di eWelfare locale basata sull’interazione di micro social tematici e sulle tecniche di virtualizzazione sociale. 

 

Ai partecipanti, dotati di tecnologia di base (smart phone), saranno sottoposti ipotetici scenari di micro auto-organizzazione per bisogni essenziali di welfare in diversi contesti demografici e territoriali per:

  • simulare condizioni sociali e aggregazioni di bisogni a livello di piccoli  gruppi
  • analizzare in rete questi bisogni utilizzando i Big Data e la sentimental analisis 
  • organizzazione la domanda in rete con tecniche  di virtualizzazione  dell’ offerta integrata di servizi di welfare community 

Welfare Community Guidance: ibridazioni, reticolazioni e territorializzazione delle policies


Docente: Stefania Profeti

Il modulo si concentra sul tema del welfare di comunità e sul governo delle relazioni che in quell’ambito possono svilupparsi tra amministrazioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore, imprese e cittadini/utenti, singoli e associati.  La discussione sarà articolata in tre parti. 

 

a) Parte tematica. Verranno presentati, da un punto di vista teorico, i principali approcci che definiscono e caratterizzano il welfare di comunità, avendo cura di mostrarne le differenze, i punti di forza e di debolezza. L’approccio di welfare community sarà inoltre inquadrato in una più ampia riflessione sugli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali per sostenere, facilitare ed eventualmente governare le reti e le collaborazioni attive sui territori. 

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Il docente presenterà, con una discussione di casi specifici, alcune pratiche locali italiane che esemplifichino le potenzialità delle reti di welfare di comunità, e che al contempo mettano in luce la varietà di strumenti e di soluzioni organizzative che possono essere adottati a seconda delle caratteristiche dei contesti territoriali (es. dimensione demografica; caratteristiche socio-demografiche della popolazione; tasso di associazionismo; legacy in materia di welfare ecc.). 

c) La parte laboratoriale, organizzata in sottogruppi di lavoro, è volta a costruire competenze operative finalizzate alla valutazione di punti di forza e di debolezza dei diversi modelli organizzativi disponibili.

 

Ai partecipanti, suddivisi in gruppi, saranno sottoposti ipotetici scenari di problemi e bisogni territoriali di welfare in diversi contesti, rispetto ai quali si chiederà di:

- operare una mappatura dei possibili attori coinvolti/da coinvolgere.

- operare una mappatura delle risorse attivabili e degli strumenti disponibili. 

- operare una mappatura dei potenziali vincoli e opportunità

- ragionare attorno alle possibili soluzioni organizzative e ai relativi pro e contro, individuandone una da presentare al resto della classe.

Risorse e strumenti per il finanziamento del welfare innovativo: Social Impact Finance

Docente: Giulio Pasi

Il modulo approfondisce il tema delle risorse e degli strumenti per il finanziamento del welfare innovativo, con particolare attenzione a logiche e dinamiche finanziarie utili alla sostenibilità economica nel tempo delle iniziative. Il modulo è strutturato in tre parti. 

a) Parte tematica. Verranno presentati da un punto di vista teorico, i principali approcci relativi a quei meccanismi finanziari utili alla produzione e erogazione di servizi di welfare ad alto tasso di innovazione. In particolare verrà approfondito il dibattito su potenzialità e limiti del ricorso a risorse finanziarie di natura privata, oltre che su strutture e contesto politico-istituzionale che rappresentano condizione per l’utilizzo di determinati meccanismi finanziari.

b) Parte esperienziale e di approfondimento. Il docente presenterà casi nazionali e internazionali che esemplifichino potenzialità e rischi dell’utilizzo di particolari strumenti finanziari. In particolare, si mostreranno alcuni meccanismi innovativi (Social Outcome Contract, Social Impact Bond, Outcomes Funds, Impact finance, etc.). Si rifletterà, inoltre, sul grado di scalabilità e trasferibilità di determinati strumenti finanziari in base ai differenti contesti d’uso. 

c) La parte laboratoriale, organizzata in sottogruppi di lavoro, sarà volta ad acquisire la capacità di identificare i principali elementi finanziari nello sviluppo di welfare innovativo, tra cui linee di revenue, meccanismi di distribuzione dei rischi, garanzie sul capitale, etc.

Ai partecipanti, suddivisi in gruppi, saranno sottoposti scenari di problemi reali, rispetto ai quali si chiederà di:

- identificare la tipologia di intervento necessaria in base alla natura del soggetto “iniziatore” e al contesto istituzionale di riferimento

- identificare gli attori che possono essere coinvolti e i rispettivi ruoli rispetto il finanziamento dell’intervento

- identificare i target dell’intervento e attraverso quali meccanismi è possibile associare quale strumento finanziario

- confrontare le soluzioni offerte nel gruppo con quanto avvenuto nella specifica realtà dalla quale l’esercizio laboratoriale è stato tratto.

Metodi di valutazione, Social Impact e nuove catene del valore

Docente: Paolo Venturi

Il modulo si propone di approfondire la tematica dell’impatto sociale non appena come processo e strumento di misurazione, ma come strategie per alimentare politiche “mission oriented” (Mazzucato). La crescente enfasi sull’efficacia delle politiche pubbliche e dell’esigenza di catalizzare nuove risorse per rispondere alla domanda di un sempre più diffusa vulnerabilità, sta generando una convergenza fra le Istituzioni della PA e del Terzo Settore e nuovi investitori e finanziatori disponibili a condividere risorse a fronte di un cambiamento sociale atteso.   

Il modulo si svolgerà secondo questa logica tripartita. 

a) Parte tematica: Aspetti definitori dell’impatto sociale (letteratura internazionale e normativa italiana). Verranno presentati gli approcci principali alla misurazione d’impatto evidenziando per ciascuno punti di forza e debolezza distinguendo fra le strategie poste in essere da istituzioni pubbliche ed Enti del Terzo Settore. Un approfondimento verrà dedicato alle “Imprese e istituzioni” impact oriented (nonprofit profit e mutualistiche) al fine evidenziarne il valore e la funzioni all’interno di una strategia di sviluppo territoriale. 

b) Parte esperienziale e di approfondimento: Attraverso la presentazione di casi e di testimonianze, verranno presentati bandi, strumenti e investimenti che esemplifichino le esperienze di welfare “impact oriented” promosse da Istituzioni Pubbliche e dal Terzo Settore. Verranno analizzati attori, reti ed ecosistemi che contribuiscono a potenziare “il valore aggiunto generato e condiviso da una comunità” (community index).  

c) La parte laboratoriale: organizzata in sottogruppi di lavoro, è volta a costruire competenze finalizzate a implementare strategie impact oriented e ad impostare il processo di misurazione dell’impatto sociale: social impact framework e VIS (valutazione d’impatto sociale). Al centro dei laboratori verranno poste progettualità inerenti la cura, l’inclusione sociale e la rigenerazione.  

La dimensione culturale del welfare: verso una città prospera, inclusiva e sostenibile

Docente: Riccardo Prandini