1 edizione (a.a. 2022/23)
Partiamo da oggi: di cosa ti occupi attualmente?
Attualmente sono un dottorando in Linguistica e Neuroscienze Cognitive presso il dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, e parte del gruppo di ricerca in Psicolinguistica dello stesso ateneo (BILgroup).
Il mio progetto di ricerca combina sia l'approccio formale al linguaggio (sintassi-semantica), sia l’indagine sperimentale (eye-tracking, EEG…).
Qual era il tuo background quando ti sei iscritta al Master e come si è sviluppato il tuo percorso professionale dopo aver concluso il corso?
Prima del Master, ho incontrato la Linguistica per la prima volta durante l’ultimo anno di Triennale all’Università di Pavia. Al tempo i miei interessi riguardavo principalmente la linguistica formale e la filosofia del linguaggio. Poi, dopo quasi due anni di pausa in cui credevo avrei fatto tutt’altro nella vita, ho scelto di iscrivermi al Master in Linguistica Clinica e, nel frattempo, frequentare anche la Laurea Magistrale all’Università di Siena in Linguistics and Cognitive Studies (è stato possibile solo grazie al cambio della normatività proprio in quell’anno, il 2022, sulla possibilità di frequentare due corsi di laurea allo stesso tempo).
Questa scelta si è poi rivelata fondamentale per tradurre i miei interessi teorici in domande di ricerca sperimentali a cavallo tra la linguistica teorica e le neuroscienze cognitive. In particolare, è stata cruciale sia per le mie primissime esperienza di ricerca all’estero dopo il Master (tra tirocini e borse di studio), sia, oggi, per lo sviluppo del mio progetto di dottorato.
Tirocinio, Project Work ed elaborato finale: raccontaci l'esperienza che hai vissuto.
Il mio elaborato finale era incentrato sul tirocinio che ho svolto presso il Language & Cognition Lab dell’Università di Genova sotto la supervisione del prof. Domaneschi. Precisamente, sono stato coinvolto in uno dei progetti di ricerca dell’epoca del Laboratorio sull’elaborazione delle metafore in dislessia. Ricordo che scelsi un progetto del genere perché mi sembrava sintetizzasse al meglio quelli che ritengo essere gli aspetti più interessanti della linguistica clinica: elaborare degli strumenti di supporto alla ricerca clinica; e offrire una formidabile finestra per lo studio di come il linguaggio stesso funzioni. Anch’essa, per fortuna, si è rivelata una scelta azeccatissima, in cui ho toccato con mano la ricerca e l’analisi di dati sperimentali per la prima volta.
Un consiglio, una riflessione o un messaggio per chi sta valutando di intraprendere questo percorso...
Senza esagerare, iscrivermi al Master è stata una scelta che ha cambiato la mia vita sia a livello personale, sia a livello accademico. Da un lato, infatti, il clima coinvolgente del Master ha riacceso la mia passione per la linguistica che durante gli anni di pausa tra Triennale e Magistrale sia era profondamente spenta; dall’altro, ha contribuito a fornirmi gli strumenti che tutt’oggi utilizzo nel mio percorso di ricerca.
Di conseguenza, il mio consiglio, sopratutto per chi vorrebbe ampliare i propri orizzonti di interesse sullo studio del linguaggio da un punto di vista cognitivo - e poi chissà, portarli avanti in futuro - è sicuramente quello di iscriversi e godersi il viaggio.
[intervista realizzata a giugno 2026]
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Titolo dell'elaborato finale: "Disentangling figurative language: metaphor and proverb processing in dyslexia".
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